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Nucleare, è tempo di decidere PDF Stampa E-mail
Giovedì 09 Settembre 2010 09:54
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REGIONE. Al via l’iter della proposta di legge dei Verdi per impedire il ritorno dell’atomo. Le dichiarazioni della Polverini alla prova dei fatti.

Oggi in Commissione Affari comunitari e internazionali del Consiglio regionale del Lazio inizia la discussione della Proposta di legge “Disposizioni in materia di energia nucleare” presentata dal capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli. Non a caso, la Legge porta il n.1 ed è stata presentata il 12 maggio 2010, il giorno dell’insediamento del Consiglio regionale.


E' il caso di rammentare come la “questione nucleare” nel Lazio fosse stata centrale nei temi della campagna elettorale e aveva visto la Polverini contrapporsi alla Bonino. La Polverini, nel tentativo di recuperare consensi, arrivò ad affermare che, pur rimanendo favorevole al nucleare in accordo ai piani del governo nazionale, nel Lazio non ci sarebbe stato alcun bisogno di installare nuove centrali in quanto la regione aveva già raggiunto l’autosufficienza nella produzione energetica.

Con tale premessa sarebbe facile pensare che la proposta di Legge non avrà difficoltà ad essere approvata ma, purtroppo, non sarà così. Già l’iter individuato dalla Presidenza del Consiglio si presenta particolarmente tortuoso e ad “ostacoli” con il passaggio in ben quattro commissioni prima di arrivare all’eventuale discussione in assemblea regionale. Eppure si tratta di un testo estremamente semplice ed è composto solamente da due articoli.

A partire dalla competenza regionale prevista dalla Costituzione in materia «di produzione, trasporto e distribuzione dell’energia», la Regione Lazio sceglie di sostenere il proprio sviluppo energetico attraverso l’aumento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, la riduzione dei consumi e la riconversione degli impianti esistenti con tecnologie eco-sostenibili. A fronte di questa scelta, il Consiglio regionale indica categoricamente che tutto il territorio del Lazio è precluso all’installazione o alla riattivazione di impianti di produzione di energia elettrica da nucleare, alla fabbricazione di combustibile nucleare, allo stoccaggio di combustibile irraggiato e di rifiuti radioattivi.

Una proposta di legge semplice che trasforma in una normativa certa le “promesse elettorali” della Presidente Polverini. Ma le premesse non sono delle migliori: consiglieri del centro-destra che rilanciano il bisogno per il Lazio di essere protagonista del ritorno al nucleare; assessori e rappresentanti delle lobby industriali pronti a scommettere sulle potenzialità di sviluppo economico ed occupazionali rappresentate dalla riattivazione delle vecchie centrali nucleari presenti sul territorio del Lazio.

Si tratta di un “controcanto” prevedibile organizzato per cercare di far passare le palesi falsità sulla convenienza del nucleare con cui il Governo nazionale tenta di reintrodurre in Italia la cultura dell’atomo. Si vuole far leva su una campagna mediatica di massa illusoria come quella sull’economicità dell’energia nucleare, contando su un opinione pubblica distratta, disinformata, se non addirittura plagiata.

Come cittadini consapevoli ed ecologisti convinti dobbiamo reagire cercando di portare questa proposta di legge all’attenzione di tutte le associazioni e comitati, creando un fronte comune che sia punto di partenza per un’attiva politica partecipata.  


Nando Bonessio

Presidente dei Verdi del Lazio

 

Commenti  

 
0 #1 2010-09-15 12:57
Ci è bastata la presenza ingombrante della centrale atomica di Borgo Sabotino per evidenziare la pericolosità delle scorie nucleari per cui è stato quanto mai opportuno e tempestivo il ricorso alla presentazione della suddetta proposta di Legge al fine di scongiurare il ritorno sciagurato e pericolossimo all'uso dell'energia dalla fissione dell'atomo
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