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Un trasporto chiamato desiderio PDF Stampa E-mail
Mercoledì 21 Luglio 2010 15:16
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Se in afosa giornata d’estate un turista sbarca a Roma e da buon veterano viaggiatore sceglie di raggiungere il centro con i mezzi pubblici, per affrontare l’odissea che lo attende deve armarsi di molta pazienza. L’unico treno senza fermate intermedie che porta alla stazione Termini è il Leonardo Express. Per la modica cifra di 15 euro ci impiega solo 40 minuti, a fronte dei 45 minuti di viaggio impiegati dai più plebei trenini regionali, il cui tickets costa 8 euro e che in cambio dello “sconto” osano mostrare ad ogni stazione un’umanità piegata, dalla fatica del vivere in periferia, immersa in una luce opaca fatta di polvere e sudore che dal neorealismo a oggi ha solo cambiato intercalare. Entrambi i treni,spesso sudici e senza aria condizionata, abusano del tempo del nostro viaggiatore e giungono si badi bene solo nei pressi, di una metropolitana dove il nostro viaggiatore si troverà costretto a trascinare i bagagli su inutili tapis roulant fermi. Dal binario 24 della Termini al primo ingresso metro occorre fare a piedi solo una cinquantina di metri. E giù comincia il viaggio misterioso in una Roma sotterranea, priva del fascino delle cripte catacombali, dei passaggi segreti barocchi e persino delle cloache imperiali. È un annodarsi di passaggi tortuosi tra un piano e l’altro su scale rigorosamente immobili, labirinti ignoti dove si affacciano le realtà commerciali più improbabili. Su lo snodo obbligato, cresciuto senza alcun ordine, che collega la stazione Termini con la metrò A e B, si scarica nell’aria calda e viziata la folla, altrettanto calda dei pendolari romani. I lavori di manutenzione della metro A punto di snodo della Roma turistica sono iniziati ad aprile 2010 e termineranno probabilmente nel 2012. Ma nel frattempo in questi meandri sotterranei della metro, ove si verificasse un’emergenza cosa succederebbe alla folla di pendolari che si accalca ogni giorno sulla stessa tratta?

E se il nostro immaginario viaggiatore avesse scelto di prendere un taxi da Fiumicino? La risposta al tassametro e al portafogli una volta a destinazione. Ad oggi solo 40 euro per un taxi da Fiumicino a Roma, il doppio rispetto a Barcellona e Madrid, da domani probabilmente costerà 48. E a bordo dell’auto pubblica, la cui tariffa al centro della Città eterna è sempre al di sopra dei 15 euro, il nostro viaggiatore avrebbe potuto parlare con un autista accaldato, di una metropolitana iniziata nel 2006 lunga 29 km che sarà finita, forse, nel 2018, al costo di 3 miliardi e 47 milioni di euro. Di interi quartieri commerciali finiti nella depressione, stretti dalla morsa di cantieri infiniti e di manutenzioni dei metrò esistenti perennemente promesse e mai eseguite come la favola del miglioramento, dell’accesso per i disabili, ancora troppo spesso dipendenti dal fato nel poter servirsi del mezzo pubblico.

Infine una volta emerso in superficie o arrivato a destinazione il nostro immaginario viaggiatore, abbagliato dalla violenta geometria della Roma imperiale annodata con le rotondità del Barocco, di sicuro non presterà attenzione alcuna a cumuli di auto disordinati chiamati ingorghi e doppie file, a sciami di scooter isterici che gareggiano caotici tra loro, a decine di microcar che viaggiano al limite della fisica. Già perché a Roma, dove in un solo sguardo abbracci duemila anni di storia, spostarsi, per gli amministratori capitolini non è poi così importante.

 

di Manuela Caserta

 

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