| Carlino, c'è conflitto di interessi |
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| Mercoledì 21 Luglio 2010 10:04 |
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Continua il basso profilo del centrodestra al Governo della Regione Lazio che alle soglie della pausa estiva ha, finalmente, insediato le commissioni del Consiglio regionale. Non senza sorprese. L’elezione dei presidenti di Commissione, tra i quali spicca quella dell’immobiliarista Roberto (Immobildream) Carlino, già membro dell’Urbanistica, all’Ambiente e Sviluppo sostenibile, è stata segnata da un profilo generale scarso dal punto di vista politico.
E a confermare ciò ci sono le dichiarazioni dei neopresidenti che difficilmente vanno al di là delle generiche intenzioni programmatiche fatte in campagna elettorale. "Sono davvero molto contento di essere stato eletto a ricoprire questo importante incarico istituzionale - ha affermato Carlino - e spero di lavorare negli interessi dei cittadini del Lazio”. Mentre Perazzolo, neopresidente Lavoro, pari opportunità, politiche giovanili e politiche sociali ha affermato: "Intendo portare avanti ciò che ho promesso in campagna elettorale. È fondamentale creare le condizioni per dare prospettive di lavoro ai giovani”.
"Il nome del conflitto d'interessi in Regione è Roberto Carlino che è un noto ed importante immobiliarista nonché costruttore che è stato eletto oggi presidente della commissione Ambiente. - afferma Angelo Bonelli, Presidente nazionale e capogruppo regionale dei Verdi - Ritengo che la decisione della maggioranza sia sbagliata e apra un notevole conflitto d'interessi mettendo alla guida della commissione ambiente un esponente politico che nella sua attività economica privata ha interessi nel campo dell'urbanistica spesso in aperto contrasto con la difesa dell'ambiente.
Saremo vigili, e chiediamo a tutti di vigilare, affinché in commissione Ambiente non si sferrino attacchi alle aree naturali protette da chi e vuole ridurne il perimetro, per favorire il consumo di suolo, favorendo ulteriori colate di cemento nella nostra Regione, magari facendosi scudo dell’emergenza abitativa che deve essere risolta utilizzando aree degradate o dismesse e non intaccando territori di grande valenza ambientale e naturalistica”.
di Sergio Ferraris |




