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Il Lazio, terra di conquista per gli eco criminali PDF Stampa E-mail
Giovedì 15 Luglio 2010 15:20
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I Verdi vogliono vederci chiaro, subito un’interrogazione in Regione

Bonelli «Servono più risorse per i controlli in discarica. Cosa intende fare Polverini?»

Il Lazio è sempre più al centro degli appetiti della eco-criminalità, come dimostra la vasta operazione del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri che ha portato all’arresto di 14 persone in 7 Regioni. L’epicentro dell’inchiesta è proprio il Lazio, dove i Noe, coordinati dal capitano Sergio Di Caprio (il famigerato capitano Ultimo) hanno eseguito ordinanze cautelari per quattro persone, tre a Frosinone e una a Viterbo. L’accusa? concorso in traffico illegale di rifiuti speciali e tossici.

 

Ma non basta perché nel corso del blitz dei militari sono stati apposti i sigilli alla discarica di Cerreto nel comune di Roccasecca, utilizzata per stoccare i rifiuti dei novantuno comuni che compongono la provincia di Frosinone.

Il Lazio si dimostra sempre più terra di conquista per la criminalità ambientale. Solo alcuni mesi fa veniva posto sotto sequestro l’inceneritore di Colleferro, nel quale sarebbero stati effettuati dei gravissimi reati ambientali per incenerire illegalmente, rifiuti tossico-nocivi, addirittura manomettendo i sistemi di analisi e controllo dei fumi in uscita.

 

Ma non basta. A Montello, in provincia di Latina, la Commissione parlamentare sul traffico di rifiuti e il questore di Latina sospettano che siano sepolti - da decenni - i rifiuti tossici della nave dei veleni Zanoobia. Mentre è solo di qualche settimana fa la il ritrovamento di tonnellate di merci provenienti dalla Cina nelle quali erano presenti rifiuti tossico nocivi come il pericolosissimo cromo esavalente.

Il Lazio, che è al secondo posto in Italia per le illegalità ambientali con 3.469 infrazioni (1.383 in più rispetto al 2008), pari al 12,1% del totale di quelle accertate su scala nazionale, accoglie rifiuti pericolosi e cancerogeni come l'amianto provenienti dalla Sicilia (nella discarica di Pomezia) e si trova al centro delle rivelazioni dei pentiti di camorra e di mafia che lo segnalano come sversatoio di rifiuti pericolosi e addirittura radioattivi (provenienti anche dalle centrali nucleari).

 

Sulla questione i Verdi vogliono vederci chiaro. Il Presidente nazionale e capogruppo alla Pisana Angelo Bonelli ha immediatamente annunciato un’interrogazione: «Vogliamo sapere cosa intende fare la Polverini per evitare le infiltrazioni malavitose nel ciclo dei rifiuti e per avviare seriamente la raccolta differenziata».

«L'operazione dei Noe dimostra che il traffico illecito di rifiuti è una vera e propria emergenza nazionale e che il Lazio è ormai lo snodo dei traffici delle ecomafie» continua Bonelli che denuncia «l'assenza totale di controlli all'ingresso dei rifiuti in discarica, in violazione di tutte le normative nazionali ed europee».

 

Il leader del ‘Sole che ride’ chiede «più risorse economiche e umane a Carabinieri, Corpo Forestale e Polizia per potenziare i controlli, perché i reati ambientali ed il traffico di rifiuti tossici hanno una incidenza diretta e gravissima sulla salute dei cittadini. Ma, con la Manovra che taglia le risorse alle forze dell'ordine e con il ddl sulle intercettazioni, che lega le mani ai magistrati gli eco-criminali avranno la vita ancora più semplice».

 

Antonio Barone

 

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