| Ostia, l’inchiesta non è gradita |
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| Mercoledì 12 Maggio 2010 11:19 |
![]() La recente aggressione compiuta sul litorale romano di Ostia ai danni del giornalista Emilio Casalini, inviato del programma Report, ha evidenziato lo stato di “autogestione” in cui versa il litorale a discapito di tutte le norme previste dalla legge per la gestione privata del demanio. Il litorale romano di Ostia, dove è avvenuta l’aggressione, comunemente de- finita Ostia Lido, è l’insediamento principale del XIII Municipio del Comune di Roma e conta circa 88mila residenti, quasi la metà dell’intero municipio. Circa 14 km di arenile di cui buona parte è in mano alla gestione di privati. Emilio Casalini lunedì scorso stava conducendo un’inchiesta per conto del programma condotto da Milena Gabanelli. Casalini aveva realizzato un’intervista al titolare dello stabilimento balneare Med, Fabrizio Fumagalli, attuale presidente regionale delSib, il sindacato italiano balneari. Lunedì scorso,il giornalista televisivo stava girando delle riprese esterne lungo il litorale che gli sarebbero servite come immagini a corredo dell’intervista a Fumagalli. Ma al momento di girare le riprese all’interno del Med è stato strattonato e letteralmente but-tato fuori dallo stesso Fumagalli e un suo dipendente, i quali nella colluttazione gli hanno rotto la videocamera, slogato due dita della mano e rotto un dente. L’inchiesta che ha scatenato le ire del titolare del Med, verte proprio sul problema dell’accesso alla spiaggia che è demanio pubblico. Gli stabilimenti hanno l’obbligo del transito: a Ostia, per esempio, non ci sono altre possibilità di accedere alla spiaggia. In più, aggiunge il giornalista, «i primi cinque metri di battigia devono per legge restare liberi e chi vuole può fermarsi. Invece tutti gli stabilimenti lo impediscono. Per non parlare delle concessioni demaniali e dei canoni ridicoli, da poche migliaia di euro, che stabilimenti come il Med pagano». Il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli aggiunge: «Le spiagge dello Stato sono state trasformate illegittimamente in proprietà privata e vengono sottratte al godimento dei cittadini». A proposito di concessioni demaniali marittime, proprio recentemente il cosiddetto decreto Milleproroghe ha automaticamente prorogato tutte le concessioni in scadenza il 31 dicembre 2009 fino al 2015. E nello stesso decreto viene anche concessa la possibilità per il settore turistico ricreativo, nel quale rientrano gli stabilimenti balneari, di estendere la durata fino a 20 anni. Il Sib, attraverso le dichiarazioni del suo presidente nazionale Riccardo Borgo, a proposito dell’antica polemica sullo spazio antistante la battigia che per legge deve rimanere libero, sostiene che «nella battigia ci possono passare tutti ma non ci si può fermare, poiché la battigia è destinata ai servizi di sicurezza per il libero transito». Regola non scritta ma che – conclude Borgo - «fa parte delle ordinanze delle capitanerie di porto che obbligano gli stessi stabilimenti ad adottare misure di sicurezza, disponendo di norma che sulla battigia possano stare solo le attrezzature di sicurezza apposte a tali fini»
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