| Arriva il Piano per le due ruote |
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| Mercoledì 05 Maggio 2010 11:34 |
![]() Hanno tradito la nostra fiducia». Non usa mezzi termini Paolo Bellino del Coordinamento spontaneo “Di traffico si muore”. L’esponente della mobilità sostenibile romana, conosciuto per questo con l’appellativo di “Rotafi- xa”, parla del Piano Quadro della Ciclabilità del Comune di Roma, che verrà illustrato domenica 9 maggio ai Fori Imperiali, in occasione della Giornata Nazionale della Bicicletta, indetta dal ministro stefania Prestigiacomo. «è un piano nato vecchio, carente da un punto di vista culturale. In tutta Europa gli interventi sulla mobilità sostenibile vanno in altre direzioni, mentre questo piano è fatto con un vecchio modo di intendere la mobilità. si fanno piste ciclabili, che significano appalti, mentre noi avevamo proposto un decalogo di interventi a costo zero che potrebbero essere subito attuati ». Tra le proposte lanciate dal coordinamento, corsie preferenziali aperte alle biciclette, possibilità di far salire bici pieghevoli sui bus, e nelle metropolitane, attraversamenti pedonali rialzati, allargamento dei marciapiedi, e soprattutto più rigidità da parte dei vigili sulla velocità dei mezzi pesanti in città, e sulle auto parcheggiate in doppia fila. Di diverso avviso è invece Maurizio santoni, responsabile regionale bici di Legambiente Lazio: «Questo piano l’abbiamo voluto noi. è pronto sin dal 2007, con la vecchia amministrazione, ma non era mai stato approvato. si tratta del Biciplan approvato in tutti i 19 municipi. Con la nuova amministrazione l’ufficio Bici era saltato, ma abbiamo fortemente voluto che fosse ricostituito, e così è stato. Hanno assemblato i singoli piani: adesso a Roma abbiamo 200 km di piste ciclabili, con il completamento diverranno quasi 1000 km». secondo i ciclisti di “Di traffico si muore” però «si tratta di un libro dei sogni». «In realtà il iano è buono – dice ancora Paolo Bellino – quello che c’è scritto dentro è positivo, ma siamo abbastanza certi che queste operazioni non verranno mai effettuate sul corpo della città». Ma la vera questione irrisolta per i movimenti è un’altra: «Tutti vogliono prendere la bici, ma se on si rende sicura la mobilità in città nessuno continuerà a prenderla. Chiediamo da anni interventi volti a moderare la velocità. Nel giro di 5 mesi sono morte due persone nello stesso punto ai Fori Imperiali ». Ad ogni modo, la delibera approvata in giunta lo scorso 24 marzo dovrà ora essere discussa. Ci sono 120 giorni di tempo per chiedere modifiche al testo. «Ora deve essere approvato in Consiglio comunale dopo i 120 giorni – ha detto il responsabile Bici di Legambiente - non è un piano rigido, si può migliorare, ma la cosa più importante è che le eggi, la regionale 13/90 e la nazionale «H 366/98, prevedono che nella manutenzione straordinaria di vecchie strade, sia prevista la pista ciclabile». Molto critici proprio su questo punto invece i comitati: «Non c’è scritto quanto costerà, e non c’è una data di completamento dei lavori» dice Bellino «e, ad ogni modo, meglio questo di niente». Giulio Finotti TERRA |





