| RIFIUTI, INTERVISTA AD ANGELO BONELLI |
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| Mercoledì 11 Gennaio 2012 16:08 |
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- Verifica sui volumi reali di Malagrotta - di Andrea Gagliardi, il Sole24Ore Roma dell'11 gennaio 2012 - «Diciamo no al nuovo impianto di trattamento meccanico biologico perché sottrarrà mille tonnellate al giorno di rifiuti dalla possibilità di recupero a Roma tramite raccolta differenziata, destinata così a fermarsi attorno all'attuale 20%». Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Pisana e presidente nazionale del partito, boccia la politica della giunta Polverini. A partire dallo scarso impegno sul fronte della differenziata («la Regione non ha Ancora speso gli oltre100milioni in bilancio») e dal monitoraggio «superficiale» per individuare le aree idonee alla discarica post-Malagrotta. Tanto che i siti scelti, in base a quell'analisi, dal commissario Pecoraro a Corcolle e Riano sono «del tutto inadeguati». Quali altri aspetti non la convincono? La questione delle volumetrie residue a Malagrotta, ad esempio. Un giorno sembra che la discarica sia a un passo dall'esaurimento. Un altro, con la proroga da parte del commissario Pecoraro fino al 30 giugno, si scopre che ha almeno altri sei mesi di vita. Manca un soggetto che certifichi in maniera chiara e certa come stanno le cose.
Certo. Lo stato di emergenza ha sottratto al controllo del consiglio regionale e dei cittadini la questione chiave del post-Malagrotta, stralciata dal piano rifiuti e affidata al commissario. Una modalità tanto più censurabile se si considera che nella procedura di infrazione della Ue si contestava alla Regione Lazio la mancata individuazione, nel piano precedente, di luoghi e impianti per lo smaltimento rifiuti.
È inspiegabile. Se è vero che a Roma siamo in emergenza, non si capisce perché la Regione in un anno e mezzo non abbia ancora approvato il piano rifiuti. Un piano peraltro inadeguato perché non centra l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata entro fine2012,come dimostra la deroga già chiesta dal Campidoglio. Roma è in ritardo perché l'Ama invece di puntare sul porta a porta insiste sulla politica sbagliata dei cassonetti stradali, che non consentono di incrementare i livelli di raccolta in maniera significativa. A ciò si aggiunge la drammatica mancanza di nuovi impianti di compostaggio. |




