Da tempo in Italia si discute dell'opportunità di dar vita ad un nuovo soggetto ecologista, che, sull'esempio di altri paesi europei, riesca a porre al centro dell'agenda politica l'ambiente e lo sviluppo sostenibile.
Tra i temi fondamentali di una costituente ecologista, accanto a quelli della tutela della biodiversita e dei diritti degli animali, da ambientalista ed animalista, ritengo non possa mancare una chiara scelta a favore dei prodotti biologici e dell'alimentazione vegetariana.
Nell'ottica di un reale sviluppo sostenibile, infatti, l'agricoltura biologica riesce a garantire una soddisfacente tutela degli ecosistemi, degli animali selvatici e della salute umana, oltre che un'adeguata valorizzazione dei prodotti tipici, con importanti ricadute anche dal punto di vista economico.
A tal proposito, mi piace ricordare Rachel Carson, biologa marina ed appassionata birdwatcher statunitense, che per prima, nel 1962, denunciò pubblicamente, nel libro "Primavera silenziosa", i devastanti effetti provocati dall'utilizzo di pesticidi ed insetticidi nell'agricoltura.
Per questo libro, pietra miliare del movimento ecologista moderno, la Carson fu oggetto di una dura campagna denigratoria da parte delle multinazionali della chimica.
In un'ottica di diminuzione dell'impronta ecologica, altra scelta fondamentale é quella per un'alimentazione vegetariana; opzione importante per ragioni etiche ed animaliste, oltre che salutiste, ma fondamentale anche per i nostri ecosistemi e per avere condizioni di vita umane accettabili in tutto il mondo.
I prodotti agricoli, a livello mondiale, sarebbero infatti sufficienti a sfamare sei miliardi di abitanti, se venissero equamente divisi, invece di essere in gran parte utilizzati per alimentare tre miliardi di animali da allevamento.
I dati parlano chiaro: ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinate a bovini, polli e ovini, con una perdita di oltre l'80% di potenzialità nutritiva. Nel mondo un miliardo di persone non ha accesso all'acqua pulita e per produrre un kg di carne di manzo occorrono più di trentamila litri di acqua, senza considerare l'alto impatto degli allevamenti intensivi, per quanto concerne le emissioni di gas serra e l'inquinamento delle acque.
Da dati Eurispes, in Italia i vegetariani sono circa 6 milioni (il 10% della popolazione, la percentuale più alta d'Europa), con previsioni di crescita a 30 milioni nel 2050, mentre nel Lazio la cifra, al momento, sarebbe vicina al mezzo milione di persone, conteggiando vegani, vegetariani e parzialmente vegetariani.
Numeri che testimoniano la presenza di una diffusa sensibilità e che, alla luce delle ragioni sopra accennate, dovrebbero spingere la costituente ecologista a proporsi, da subito, come la "casa dell'alimentazione biologica e vegetariana", per far sì che, anche nel nostro Paese, le primavere possano continuare ad essere ricche di vita.
SANITA': BONELLI (VERDI), POLVERINI SI ACCINGE A TAGLIARE SERVIZI E POSTI LETTO
Giovedì 20 Maggio 2010 16:46
LA RICETTA DEI VERDI E' UN'ALTRA: RINUNCIARE AD OPERE INUTILI E TAGLIARE SPRECHI
RINUNCIANDO A CORRIDOIO TIRRENICO SI RISPARMIA 1 MLD DI EURO...
"Il governo e la Polverini si accingono a tagliare i servizi sanitari ed in particolare i posti letto, i presidi sanitari e i servizi di assistenza alla persona". Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi e consigliere regionale del Lazio Angelo Bonelli che aggiunge: "E' questa la ricetta che la neo governatrice ha intenzione di usare per affrontare la questione della sanità".
"Noi Verdi la ricetta per affrontare il deficit sanitario ce l'avremmo: basterebbe eliminare gli sprechi e rinunciare alle opere inutili come il corridoio Tirrenico. Avviando la messa in sicurezza della Pontina invece di costruire nuove autostrade si potrebbe risparmiare circa 1 miliardo di euro che potrebbe servire a ripianare il debito".
Demanio: spiagge d'oro, ma i Comuni non applicano gli aumenti del canone
Giovedì 20 Maggio 2010 14:08
ROMA - Per ora è solo sabbia. Ma ben presto potrebbe diventare oro, almeno dal punto di vista dell’Erario. Nel Lazio, un chilometro di spiaggia balneabile lo scorso anno ha reso alle casse dello Stato 29.957 euro. La stessa cifra è stata tre volte superiore in Veneto - 108.416 euro - una delle regioni che, alla voce «affitto arenili», in proporzione consegna più soldi al bilancio pubblico, e quasi 4 volte in Emilia (118 mila).
Inquinamento acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano circostanti il lago di Vico (VT).
Giovedì 20 Maggio 2010 12:17
Interrogazione urgente a risposta scritta presentata dal Presidente dei Verdi Angelo Bonelli
Il sottoscritto Angelo Bonelli Capogruppo dei Verdi
Premesso che:
• l'Associazione Italiana Medici per l'Ambiente - Isde (International society of doctors for the environment - Italia) di Viterbo ha denunciato con un esposto datato 30 marzo 2010 le gravi problematiche derivanti dall'inquinamento dell'ecosistema del lago di Vico in provincia di Viterbo.
• lo stato del processo di eutrofizzazione e la marcata riduzione dell'ossigeno disciolto rappresenterebbero una potenziale minaccia per la vita delle specie vegetali e per la fauna lacustre, oltre che un rischio per la salute delle persone;
Considerato che:
• Il lago è compreso nella Riserva Naturale Lago di Vico istituita con legge regionale n. 47 del 28 settembre 1982, nel solo comune di Caprarola. Ampliata con legge regionale del 24 dicembre 2008 n. 24 della porzione di lago del comune di Ronciglione la Riserva, si estende per 4.109 ettari, comprendendo l'intero bacino imbrifero e la cinta montuosa che circonda il lago di origine vulcanica. Il paesaggio naturale della Riserva può vantare: la faggeta depressa di Monte Venere (così chiamata per essersi sviluppata ad una quota insolitamente bassa), che annovera esemplari centenari con tronchi di enormi dimensioni e numerose altre essenze arboree come il faggio, l'acero, le querce, i noccioleti e castagneti da frutto. Anche la fauna è ricca e variegata con numerose specie di pesci, piccoli e grandi mammiferi, rapaci notturni e diurni e soprattutto uccelli acquatici come lo svasso maggiore simbolo della Riserva.
Rilevato che: • le acque del lago, di origine vulcanica, sono ricche di arsenico, un elemento classificato come cancerogeno dalla Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) e presentano, sin dal 2007, periodiche e consistenti fioriture dell'alga Planktothrix rubescens, appartenente al phylum dei Cianobatteri, denominata comunemente "alga rossa". Questa alga produce una microcistina dannosa per la salute umana, per la flora e la fauna ittica lacustre ed è classificata dall'IARC come elemento cancerogeno di classe 2b;
• i problemi derivanti dai livelli di contaminazione possono essere registrati non solo con riguardo al consumo dell'acqua potabile, ma anche da quella per uso domestico immessa nella catena alimentare, in considerazione del fatto che le sostanze in questione resistono alle temperature di cottura;
Considerato che: • Nell'esposto in questione sono altresì riportate diverse proposte, più volte formulate dell'Isde di Viterbo nel corso del tempo, per l'avvio di una rapida ed efficace bonifica dell'intero ecosistema lacustre e per garantire acque salubri e potabili alla popolazione residente nei comuni di Caprarola e Ronciglione, così da ridurre ogni timore per un potenziale rischio per la salute delle persone;
• l'Isde, nell'esposto del 30 marzo 2010, cita inoltre i risultati di analisi recentemente effettuate dalla sezione di Viterbo dell'Arpa Lazio, relative ad un campione di acqua prelevato presso il serbatoio dell'acquedotto del Comune di Caprarola e a due campioni di acqua prelevati dalle stazioni di potabilizzazione dell'acquedotto di Ronciglione;
• tali esami evidenzierebbero la persistente mancanza di una adeguata filtrazione nel processo di potabilizzazione dell'acqua proveniente dal lago. Dati recenti, presentati nel corso di una riunione presso la Provincia di Viterbo del tavolo tecnico istituito ad hoc, hanno confermato la presenza nelle acque del lago di valori elevati di Arsenico nonché di altre sostanze tossiche di norma estranee alle acque del lago e delle quali sarebbe necessario individuare urgentemente la provenienza (mercurio, idrocarburi policiclici aromatici - IPA, cadmio e nichel) in considerazione del fatto che gli elementi tossici presenti nei sedimenti del lago potrebbero venire captati dalle prese degli acquedotti e così essere immessi nella rete idrica di distribuzione;
• questi dati, insieme alle analisi effettuate dall'Arpa Lazio - sezione di Viterbo che continuano a mostrare, nelle acque destinate a consumo umano, una presenza ed un quantitativo rilevante di alghe e in particolare di alghe cianoficee, delle quali si è registrata una nuova intensa fioritura superficiale nella giornata del 24 marzo scorso, dimostrano come la mancanza di adeguate indagini generi una forte incertezza per un possibile rischio sanitario,
Interroga il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori alla Sanità e all'Ambiente
Per sapere:
quali iniziative intendono assumere al fine di tutelare e bonificare l'area del lago di Vico interessata dall'inquinamento, in applicazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, con particolare riferimento alla disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, nonché alla disciplina della legge regionale 24 dicembre 2008 n. 24 che istituisce la Riserva Naturale Lago di Vico;
se intendono avviare un adeguato e costante sistema di monitoraggio delle sostanze tossiche presenti nelle acque destinate a consumo umano, con particolare riferimento all'arsenico, mercurio, idrocarburi policiclici aromatici - IPA, cadmio, nichel e radon;
se intendono avviare una indagine epidemiologica tra la popolazione dei Comuni di Caprarola e Ronciglione esposta agli inquinanti di cui sopra .
quali iniziative intendono adottare per garantire alla cittadinanza dei Comuni di Caprarola e Ronciglione un servizio di approvvigionamento idrico di acqua potabile priva di agenti inquinanti.
Angelo Bonelli
Il sottoscritto Angelo Bonelli Capogruppo dei Verdi
Premesso che:
·l'Associazione Italiana Medici per l'Ambiente - Isde (International society of doctors for the environment - Italia) di Viterbo ha denunciato con un esposto datato 30 marzo 2010 le gravi problematiche derivanti dall'inquinamento dell'ecosistema del lago di Vico in provincia di Viterbo.
·lo stato del processo di eutrofizzazione e la marcata riduzione dell'ossigeno disciolto rappresenterebbero una potenziale minaccia per la vita delle specie vegetali e per la fauna lacustre, oltre che un rischio per la salute delle persone;
Considerato che:
·Il lago è compreso nella Riserva Naturale Lago di Vico istituita con legge regionale n. 47 del 28 settembre 1982, nel solo comune di Caprarola. Ampliata con legge regionale del 24 dicembre 2008 n. 24 della porzione di lago del comune di Ronciglione la Riserva, si estende per 4.109 ettari, comprendendo l'intero bacino imbrifero e la cinta montuosa che circonda il lago di origine vulcanica. Il paesaggio naturale della Riserva può vantare: la faggeta depressa di Monte Venere (così chiamata per essersi sviluppata ad una quota insolitamente bassa), che annovera esemplari centenari con tronchi di enormi dimensioni e numerose altre essenze arboree come il faggio, l'acero, le querce, i noccioleti e castagneti da frutto. Anche la fauna è ricca e variegata con numerose specie di pesci, piccoli e grandi mammiferi, rapaci notturni e diurni e soprattutto uccelli acquatici come lo svasso maggiore simbolo della Riserva.
Rilevato che:
·le acque del lago, di origine vulcanica, sono ricche di arsenico, un elemento classificato come cancerogeno dalla Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) e presentano, sin dal 2007, periodiche e consistenti fioriture dell'alga Planktothrix rubescens, appartenente al phylum dei Cianobatteri, denominata comunemente "alga rossa". Questa alga produce una microcistina dannosa per la salute umana, per la flora e la fauna ittica lacustre ed è classificata dall'IARC come elemento cancerogeno di classe 2b;
·i problemi derivanti dai livelli di contaminazione possono essere registrati non solo con riguardo al consumo dell'acqua potabile, ma anche da quella per uso domestico immessa nella catena alimentare, in considerazione del fatto che le sostanze in questione resistono alle temperature di cottura;
Considerato che:
·Nell'esposto in questione sono altresì riportate diverse proposte, più volte formulate dell'Isde di Viterbo nel corso del tempo, per l'avvio di una rapida ed efficace bonifica dell'intero ecosistema lacustre e per garantire acque salubri e potabili alla popolazione residente nei comuni di Caprarola e Ronciglione, così da ridurre ogni timore per un potenziale rischio per la salute delle persone;
·l'Isde, nell'esposto del 30 marzo 2010, cita inoltre i risultati di analisi recentemente effettuate dalla sezione di Viterbo dell'Arpa Lazio, relative ad un campione di acqua prelevato presso il serbatoio dell'acquedotto del Comune di Caprarola e a due campioni di acqua prelevati dalle stazioni di potabilizzazione dell'acquedotto di Ronciglione;
·tali esami evidenzierebbero la persistente mancanza di una adeguata filtrazione nel processo di potabilizzazione dell'acqua proveniente dal lago. Dati recenti, presentati nel corso di una riunione presso la Provincia di Viterbo del tavolo tecnico istituito ad hoc, hanno confermato la presenza nelle acque del lago di valori elevati di Arsenico nonché di altre sostanze tossiche di norma estranee alle acque del lago e delle quali sarebbe necessario individuare urgentemente la provenienza (mercurio, idrocarburi policiclici aromatici - IPA, cadmio e nichel) in considerazione del fatto che gli elementi tossici presenti nei sedimenti del lago potrebbero venire captati dalle prese degli acquedotti e così essere immessi nella rete idrica di distribuzione;
·questi dati, insieme alle analisi effettuate dall'Arpa Lazio - sezione di Viterbo che continuano a mostrare, nelle acque destinate a consumo umano, una presenza ed un quantitativo rilevante di alghe e in particolare di alghe cianoficee, delle quali si è registrata una nuova intensa fioritura superficiale nella giornata del 24 marzo scorso, dimostrano come la mancanza di adeguate indagini generi una forte incertezza per un possibile rischio sanitario,
Interroga il Presidente della Giunta regionale
e gli Assessori alla Sanità e all’Ambiente
Per sapere:
Øquali iniziative intendono assumere al fine di tutelare e bonificare l'area del lago di Vico interessata dall’inquinamento, in applicazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, con particolare riferimento alla disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, nonché alla disciplina della legge regionale 24 dicembre 2008 n. 24 che istituisce la Riserva Naturale Lago di Vico;
Øse intendono avviare un adeguato e costante sistema di monitoraggio delle sostanze tossiche presenti nelle acque destinate a consumo umano, con particolare riferimento all'arsenico, mercurio, idrocarburi policiclici aromatici - IPA, cadmio, nichel e radon;
Øse intendono avviare una indagine epidemiologica tra la popolazione dei Comuni di Caprarola e Ronciglione esposta agli inquinanti di cui sopra .
Øquali iniziative intendono adottare per garantire alla cittadinanza dei Comuni di Caprarola e Ronciglione un servizio di approvvigionamento idrico di acqua potabile priva di agenti inquinanti.
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