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Un programma ecologista per la regione Lazio. Il filo verde dello sviluppo sostenibile PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Febbraio 2010 16:46
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bonessio

di Nando Bonessio.

Ambiente, innovazione tecnologica, lavoro e sviluppo sostenibile: è questo l'ambizioso percorso che i Verdi del Lazio, insieme a tanti comitati ed associazioni ecologiste, propongono per il governo della Regione Lazio in occasione delle elezioni amministrative previste per il 28 e 29 marzo 2010.


Una proposta forte che sappia da un lato rappresentare un elemento di reale novità e discontinuità con il passato e dall'altro sia di supporto e di slancio alla candidatura di Emma Bonino alla presidenza della regione.

 

Si caratterizzano in questo modo i Verdi di oggi: il movimento politico degli ecologisti italiani uscito "diverso" e "più maturo" dal "dopo assemblea nazionale di Fiuggi" che ha deliberato l'abbandono del progetto politico di Sinistra e Libertà.
Di fatto, l'assemblea dei Verdi dell'11 novembre 2009 ha rappresentato "l'inizio della rifondazione" di quel movimento ambientalista italiano che ha cominciato a calcare la scena politica italiana nel 1986 rendendosi protagonista di numerose e difficili battaglie a difesa dell'ecosistema, del paesaggio e dell'aggressione al territorio.

 

Battaglie fondamentali ed epocali, giocate però troppo spesso in difesa mostrando timore nell'avanzare proposte concrete e percorribili per disegnare il futuro del nostro paese e delle nostre comunità locali. E' sulla base di questa considerazione che nel Lazio i Verdi hanno intrapreso l'idea di un "laboratorio ecologista per le proposte di governo della regione Lazio". Si tratta di una ipotesi e di una proposta di lavoro che vuole in parte anticipare il percorso della "Costituente Ecologista", tappa fondamentale per il futuro ed il rilancio di una forza politica partecipata che, a partire dal modello dei movimenti ecologisti francesi e tedeschi che si stanno affermando in Europa, sappia proporsi alla società italiana come reale alternativa a proposte politiche nazionali ormai impantanate in un "riformismo di facciata" ispirato a modelli di sviluppo obsoleti superati da un contesto internazionale che guarda altrove. L'attuale modello economico di riferimento per lo sviluppo mondiale, attivamente perseguito a livello internazionale con in testa gli Stati Uniti di Barak Obama, ha accettato la "Green Economy" come fattore imprescindibile per gli investimenti futuri sia per i paesi industrializzati che per quelli in via di sviluppo. Il denominatore comune delle presenti e future strategie economiche attuate a livello mondiale fa riferimento a modelli di sviluppo sostenibile: rotta obbligata su cui tenere ben fermo il timone "del sistema economico mondiale" che, come abbiamo visto, è più fragile ed esposto a crisi di quanto si potesse pensare.

 

Sviluppo sostenibile inteso come forma di sviluppo e ridistribuzione del reddito che non comprometta la possibilità di vita e di prosperità delle future generazioni e che sia capace di preservare la qualità e la quantità del patrimonio locale e mondiale delle risorse naturali. L'obiettivo prioritario è diventato quello di mantenere uno sviluppo economico compatibile con l'equità sociale e gli ecosistemi, operante quindi in regime di equilibrio ambientale. Non si tratta di una negazione della crescita, come molti potrebbero credere, bensì di una crescita economica, destinata a durare nel tempo, rispettosa dei naturali limiti ambientali.

 

Ed è proprio con riferimento assoluto a questi temi che si è voluta costruire la proposta dei Verdi del Lazio per il governo della Regione.
Dalla mobilità all'energia, dai rifiuti alle aree protette, dall'agricoltura al turismo, dalla sanità alle politiche urbanistiche ed abitative: i Verdi lanciano proposte concrete per una politica regionale che metta in rete l'AMBIENTE e l'INNOVAZIONE. Proposta strategica che può rendere possibili, da un lato, una concreta e duratura crescita dei livelli occupazionali e, dall'altro, un democratico accesso ad efficienti servizi gestiti in modo da coniugare efficacia e contenimento dei costi.

 

Un programma elettorale per il governo regionale che sappia mettere al centro della sua proposta l'innovazione di qualità come asse sul quale costruire una Regione sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale.
Oggi il novero delle proposte di innovazioni tecnologiche in campo economico-industriale ai fini ambientali ha raggiunto un livello di qualità tale da permettere alla politica di poter pianificare scelte strategiche attuative che conciliano qualità del vivere e tutela della biodiversità con scelte economiche capaci di incentivare la formazione di nuova occupazione in tutti i fronti aperti dalla Green Economy.
Parallelamente alle proposte legislative ed operative che la Regione adotterà, dovrà essere attivato un capillare ed imprescindibile servizio di informazione e comunicazione rivolto ai cittadini in materia ambientale, essenziale per il successo delle politiche di tutela dell'ambiente, di contenimento dei consumi di energia, di trattamento dei rifiuti. La comprensione e la partecipazione a questa proposta politica da parte dei cittadini è condizione necessaria al successo stesso del progetto.

 

Il "Filo Verde" dello sviluppo sostenibile che proponiamo come concreto modello di governo della Regione dovrà esser sostenuto da provvedimenti legislativi che introducano norme di riferimento certe in materia di "Contabilità Ambientale". Attualmente i problemi e i costi ambientali non traspaiono dai conti pubblici ancora formulati secondo criteri puramente amministrativi. Per puntare alla sostenibilità gli amministratori degli enti locali hanno bisogno di nuovi strumenti idonei a rilevare, contabilizzare, gestire e comunicare i costi e i benefici ambientali di tutte le proprie azioni di governo del territorio. La contabilità ambientale è uno di questi strumenti. Essa infatti è un sistema che permette di rilevare, organizzare, gestire e comunicare informazioni e dati ambientali, espressi sia in termini fisici che monetari. Le finalità di questo strumento sono sia di comunicazione interna, come supporto alle decisioni dell'organizzazione, sia di comunicazione esterna; la contabilità ambientale è infatti un processo attraverso il quale l'Ente dà conto degli esiti delle sue politiche a 360 gradi ed è al tempo stesso uno strumento di trasparenza e di democrazia in grado di incidere sui processi decisionali.

 

Tenendo insieme tutti questi elementi la futura Giunta Regionale, che vogliamo presieduta da Emma Bonino la quale ha già mostrato di condividere pienamente i temi evidenziati in questa nota, può proporre, mettendo l'azione di governo a servizio dei cittadini e dell'ambiente, nuovi e concreti approcci alle tematiche specifiche di competenza regionale.

 

Le politiche urbanistiche ad esempio dovranno essere rilanciate attraverso una brusca inversione di tendenza che veda come obiettivo primario la preservazione del territorio dal sistematico consumo indiscriminato. Piani di recupero nelle aree urbane dove insistono insediamenti industriali dismessi e recupero di aree demaniali come quelle militari, sono due esempi da perseguire che da un lato evitano sconsiderate espansioni cementificatorie e dall'altro consentono insediamenti residenziali in aree spesso già servite da pubblici servizi con contenimento delle spese e del peso urbanistico.

 

Se questi processi verranno gestiti con attenzione alla qualità edilizia e con una severa regolamentazione degli standard energetici degli immobili di nuova realizzazione od oggetto di recupero, sarà possibile rilanciare una occupazione di qualità coinvolgendo imprenditori illuminati capaci di cogliere le evidenti opportunità.

 

Ma anche in materia di energia una scelta regionale, ambientalista e lungimirante, dovrà essere caratterizzata da investimenti per lo sviluppo delle fonti pulite e rinnovabili così come già avviene in altri paesi europei riuscendo ad essere volano per la creazione, nel settore specifico e nell'indotto, di nuovi posti di lavoro. Sono necessarie norme legislative specifiche sull'obbligo al contenimento e sull'efficientamento energetico investendo risorse, provenienti dalla Comunità Europea, affinché il Lazio continui ad essere sede prioritaria di centri di ricerca avanzata sullo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale nel campo della produzione e distribuzione dell'energia finalizzate alla logica del decentramento e differenziazione delle fonti. In questo settore è necessario approvare quanto prima il "Piano Energetico Regionale", impegno disatteso dalla Giunta Marrazzo, che dica si alle fonti alternative (Fotovoltaico, Eolico, Geotermia, Cogenerazione etc) e ai Distretti territoriali delle Rinnovabili, dica si al microeolico ed all'eolico a basso impatto paesaggistico, dica si ad una Road Map di uscita dal carbone (centrale di Civitavecchia) e rispetti gli obiettivi europei per il 2020 e gli obiettivi del protocollo di Kyoto evitando al Lazio inopportune sanzioni comunitarie. Ma, a fronte dei tanti "si" in materia di produzione e risparmio energetico, lo stesso "Piano Energetico Regionale" non potrà non ribadire il NO assoluto a qualsiasi ipotesi di ritorno del nucleare nel Lazio: scelta antieconomica, ad alto rischio di sicurezza e ad altissimo impatto ambientale e che sottrarrebbe risorse economiche al perseguimento di una reale indipendenza in materia di produzione di energia.

 

Molti i temi per i quali è possibile conoscere ed approfondire le innumerevoli opportunità di un governo regionale la cui azione è ispirata all'unicum di intenti rappresentato dal modello dello "sviluppo sostenibile"; lo faremo durante questa campagna elettorale che si presenta breve ma intensa. Saremo "sostenibili" anche nel nostro modo di fare informazione e per questo invito tutti i cittadini a partecipare al dibattito che abbiamo aperto sul tema del programma dei Verdi per le regionali del 2010 andando a visitare il rinnovato sito della Federazione del Lazio: www.verdilazio.it.


Ho piacere a chiudere questa nota regalando, a chi avuto la pazienza di ultimarne la lettura, un aforisma di Buckminster Fuller: Non cambieremo mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, dobbiamo costruire un modello nuovo che renda la realtà obsoleta.

 

di Nando Bonessio

Garante della Federazione dei Verdi del Lazio

 

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