| Pendolari:un'Italia a due velocità?Le Regioni possono e devono fare la loro parte. |
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| Mercoledì 10 Febbraio 2010 16:43 |
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Certo è bello vedere sfrecciare le varie frecce color rosso o argento nel paesaggio meraviglioso della nostra Penisola con un confort che sicuramente va migliorando, un igiene che viene curata all'istante da parte di addetti gentili come mi è capitato di vedere nell'ultimo viaggio a Bari.
Questo è il mondo perfettibile ma sicuramente funzionante dell'Alta Velocità, a parte che al sud è una finta Alta Velocità e che al nord si taglia il treno diretto per Bolzano; forse è un ossimoro ? Cosa accade però nell'altro 99,99 % del territorio dove milioni di pendolari ogni giorno vanno a lavoro o a scuola con i treni regionali ? Purtroppo bisogna dirlo, sembra di essere in un altro Paese. Nel Lazio, ad esempio, esistono alcune linee definite ad Alta Frequenza, con i treni TAF, sempre più frequentate dai pendolari ma che proprio mentre le FF.SS. fanno una giusta ed ecologica concorrenza al trasporto aereo nazionale con gli Eurostar , perdono i colpi; corse che saltano nelle ore di punta, igiene che lascia a desiderare , ecc. Legambiente aveva chiesto che nel 2009 le risorse delle Regioni da destinare quale contributo aggiuntivo al trasporto pendolari su rotaia arrivasse almeno all'1 % del bilancio. Purtroppo la realtà è ben diversa e il Lazio è ancora abbondantemente sotto, come la maggior parte delle altre regioni. I Governi locali, quindi, devono investire di più e soprattutto devono rivedere le condizioni dei vari contratti di servizio con FF.SS., o altre società di ambito territoriale. L'investimento va fatto sia per l'acquisto di nuovi treni che sulla realizzazione delle infrastrutture. Il problema, come denunciano anche le associazioni dei pendolari, è che il sistema Italia, ha ancora come priorità l'investimento su strade e autostrade, lo dimostrano i miliardi di euro della legge obiettivo ma non solo. Il dato complessivo degli ultimi anni da un 67 % d'investimento per strade e autostrade. Il Lazio purtroppo non è una eccezione tanto è vero che non si è riusciti nemmeno a mantenere il finanziamento per raddoppiare la tratta della Roma - Pescara fino a Guidonia, mentre si sono stanziati oltre 250 milioni di euro per le complanari nel tratto urbano dell'Autostrada A24. Dai governi regionali che usciranno dalla tornata elettorale di fine marzo, il mondo dei milioni di pendolari si aspetta risposte concrete. Viaggiare in treno, come dice uno studio inglese di qualche tempo fa, oltre a contribuire concretamente alla'abbattimento delle emissioni di CO 2, determina una qualità del viaggiare di molto superiore a quella del trasporto su gomma. Per raggiungere questi due obiettivi, di qualità ambientale e sociale, le Regioni devono capovolgere le percentuali di investimento tra asfalto e ferro e correggere l'assurdo di un Paese che continua a colare cemento ed asfalto lasciando, il virtuoso pendolare ecologico, al destino quotidiano dei ritardi e delle calche, lungo una rete ferroviaria che, per migliaia di chilometri, è ancora a binario unico. Siamo gli ultimi in Europa ? Forse . di Paolo Piacentini |





