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Chiamata alle armi per i rifiuti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Settembre 2011 14:32
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Prospettive - I Verdi a sostegno della grande iniziativa unitaria organizzata dai comitati per il 28 settembre alle 15 al Consiglio Regionale 

L'autunno sarà una stagione intensa e cruciale per i rifiuti nel Lazio. Senza troppi entusiasmi da parte della maggioranza di centrodestra in Regione riprenderà la discussione di quel che resta del Piano rifiuti. Sulla questione della nuova discarica per il dopo Malgrotta sarà nominato commissario straordinario il Prefetto di Roma e, per il resto dei giochi, le spartizioni appaiono già fatte: il “Signore della Monnezza” a Roma, Manlio Cerroni, sta già facendo le proprie mosse.

Con un ingombrante, per dimensioni e contenuti, articolo sul Sole24Ore Roma a sua firma, infatti, si prende la paternità, e anche gli introiti, della fase post Malagrotta, autocandidandosi a ulteriori trenta anni di gestione dei rifiuti, secondo il proprio modello consolidato teso a massimizzare i profitti a discapito dell’ambiente e della salute dei cittadini e spacciandosi addirittura come “salvatore” della Città Eterna. L’avvocato ha già tutto pronto. Impianti di trattamento dei rifiuti, inceneritori, gassificatori e discariche, come l’invaso di Testa di Cane o quello dei Monti dell’Ortaccio. Insomma sembra che delle decisioni della Regione, ne tantomeno di quelle dei cittadini, il monopolista dei rifiuti, non ne voglia nemmeno sentir parlare al punto che ha bacchettato la Giunta Polverini per il metodo “garibaldino” che avrebbe adottato per individuare, e comunicare ai cittadini i siti provvisori di Pizzo del Prete-Fiumicino, Castel Romano, San Vittorino. Insomma la filosofia è: nessuno, ma proprio nessuno, disturbi il manovratore.



Nel frattempo i segnali dagli altri fronti sono negativi. Ama per esempio ha appena acquistato per Roma migliaia di cassonetti per l’indifferenziata e per la raccolta multi materiale, ossia si continuerà nel Comune di Roma con una differenziata zoppa, poco efficace e che produrrà risultati insignificanti, mentre anche parte dell’opposizione, soprattutto in Regione, sembra dormire sonni tranquilli. Fuori dai Consigli d’amministrazione e dalla Giunte, invece, c’è fermento. I cittadini delle zone “condannate” alle nuove discariche sono giustamente “indignati” e cresce l’opposizione a gestioni e progetti calati dall’alto.

Il Coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio, che riunisce i comitati e le associazioni No discariche e No inceneritori, ha indetto una manifestazione per il 28 settembre alle ore 15:00 davanti al Consiglio Regionale, in Via della Pisana 1301, non solo per dire un no secco al Piano rifiuti, alla gestione monopolistica e agli “affari” sulla pelle dei cittadini, ma per rivedere la pianificazione regionale in materia di rifiuti per ridurre la produzione dei rifiuti di almeno 100 kg procapite, per supportare il riuso, per la diffusione del porta a porta, per l’adozione di tecnologie ambientalmente sostenibili nel trattamento delle frazioni residue e la creazione di impianti di supporto – compostaggio, centri di riciclo ecc. ecc. Tutte proposte concrete che sono presenti in Regione ma non nel Piano Rifiuti, bensì nella legge d’iniziativa popolare che giace in Commissione ambiente presieduta dal Consigliere di centrodestra Carlino. Noi Verdi saremo il 28 settembre a fianco dei cittadini e dei comitati, per dire si, senza se e senza ma, alle quattro R dei rifiuti. Riduzione, Riuso, Raccolta differenziata porta a porta e Riciclo.

Nando Bonessio
Presidente dei Verdi del Lazio 

 

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