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Basta con i cartelloni selvaggi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Maggio 2010 11:07
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ABUSIVO

I Verdi presentano una proposta di legge in Consiglio regionale per regolamentare il fenomeno che deturpa la Capitale

Sono ovunque. Per le strade delle periferie, nel centro storico a ridosso di incroci e svincoli - creando situazioni di pericolo – e persino spesso a coprire indicazioni stradali. Parliamo dei cartelloni pubblicitari che negli ultimi tempi a Roma sono cresciuti a dismisura, inquinando
il paesaggio e devastando visivamente angoli suggestivi della Città Eterna, nel sostanziale disinteresse dell’Amministrazione Comunale.
Per porre freno a un fenomeno che non ha uguali in Europa i Verdi, vista anche la sostanziale accondiscendenza al fenomeno da parte dell’amministrazione Alemanno, hanno presentato in Regione una proposta di legge per arginare il fenomeno. «La situazione di Roma è  andata oltre ogni limite. – afferma il capogruppo dei Verdi in Regione, Angelo Bonelli –. Si sta ponendo a rischio l’incolumità dei cittadini romani impedendo la visuale agli incroci, attentando al paesaggio e al decoro di una delle città più apprezzate al Mondo». La proposta di legge prevede che per razionalizzare e limitare l’utilizzo dei cartelloni pubblicitari i Comuni debbano obbligatoriamente applicare le leggi esistenti, pena l’utilizzo dei poteri sostitutivi da parte della Regione, nel caso gli stessi fossero inadempienti. Oltre a ciò la proposta di legge fissa dei limiti precisi all’utilizzo di questi strumenti pubblicitari. La dimensione massima deve essere di 12 m2, è vietata qualsiasi forma di pubblicità, sia sui tabelloni, sia dinamica all’interno dei centri storici, qualsiasi messaggio pubblicitario su ponteggi e  impalcature, ma soprattutto i singoli impianti pubblicitari devono essere distanziati di almeno 300 metri, per evitare il caos da affollamento. «Roma, visto l’inquinamento visivo dei cartelloni, agli occhi di un turista straniero sembra più un centro commerciale a cielo aperto che una metropoli carica di cultura e di storia – conclude Bonelli –. Il tutto senza che siano ascoltati dall’amministrazione comunale i cittadini che sempre più spesso si organizzano in comitati di protesta ». E osservando le immagini postate sul sito www.cartellopoli. com c’è da  rabbrividire osservando la proliferazione dei cartelloni pubblicitari nella Capitale. Ovunque ci sia uno spazio libero crescono in pochi giorni, e per rendersene conto basta osservare le immagini di Google Street View, selve di cartelloni abusivi sempre più spesso oscenamente  accoppiati tra di loro per aggirare la già blanda legge che prescrive le dimensioni massime in quattro per tre metri. E la fantasia degli  attentatori visivi della metropoli non si ferma ai cartelloni. Ogni espediente è buono per guadagnare spazio all’affissione. Si va dagli indicatori di parcheggio ( forse legali) alle insegne sulle edicole, passando per i finti orologi autorizzati dal Comune, 26 nella sola via Nazionale, dei quali nessuno segna l’ora esatta. Stanchi di indi- S rizzare le proprie proteste al Comune, che legge le mail dei cittadini con sei mesi di ritardo senza rispondere, alcuni cittadini hanno deciso di scrivere e  inviare foto alle aziende che pianificano in maniera così insensata, facendo notare loro che danneggiando l’immagine della Città Eterna,  danneggiano le aziende

Sergio Ferraris
TERRA LAZIO
 

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