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Le associazioni partecipano PDF Stampa E-mail
Giovedì 25 Marzo 2010 15:09
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Una campagna elettorale davvero singolare questa delle regionali 2010 nel Lazio. Una campagna in cui per la prima volta la sfida politica vede contendersi la poltrona di governatore da due donne, una kermesse teatrale piena di colpi di scena come non si erano mai visti. Una campagna elettorale davvero singolare questa delle regionali 2010 nel Lazio. Una campagna in cui per la prima volta la sfida politica vede contendersi la poltrona di governatore da due donne, una kermesse teatrale piena di colpi di scena come non si erano mai visti.

 

Due schieramenti politici, che si può dire, hanno giocato due partite diverse. Uno, il centrodestra ha litigato in casa, facendosi lo sgambetto da solo, e passando la campagna a strepitare contro la magistratura che ha avuto l'ardire di applicare la legge. L'altro, il centrosinistra, partito in svantaggio, ha cercato di risalire lentamente la china, resistendo ai diktat che hanno imposto la censura ai programmi di approfondimento politico in tv, tirando le fila della coalizione, mettendo insieme i pezzi di questo difficile e frammentato centrosinistra.

Ma in queste regionali 2010, si può senz'altro affermare che, la scena aperta è andata tutta ai piccoli partiti, dalla candidatura di Emma Bonino espressione dei Radicali Italiani, fino ai Verdi, i piccoli partiti sono stati i soli che lavorando alacremente agli angoli della coalizione hanno ricucito gli strappi e restituito dignità ad un'opposizione un po' in apnea. E se il Pd da quando è nato ha sempre evocato un'apertura alla società civile, i Verdi in questa campagna regionale questo matrimonio l'hanno realizzato, avvicinando il mondo ambientalista e i suoi rappresentanti.

Maurizio Gubbiotti coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente e Laura Ciacci, responsabile della cooperazione internazionale del Wwf hanno scelto di raccogliere la sfida ecologista e contribuire alla creazione di un movimento ambientalista autonomo alla francese.

«I Verdi, con il suo presidente Angelo Bonelli, hanno avuto il coraggio di ricominciare da piccoli per ricostruire un riferimento ecologista, chiaro, concreto, razionale, non ideologico, anche al di là della diatriba e delle gabbie della destra e della sinistra. Il Wwf non sta nè a destra nè a sinistra, è con chi sta con l'ambiente - sostiene Laura Ciacci, esponente dell'associaizone del panda -. L'idea dei Verdi di presentare a Emma Bonino la proposta di inserirmi nel "listino" della sua candidatura a Presidente della Regione Lazio, non me l'aspettavo e a dire il vero non mi ricordavo più cosa fosse un listino».

«In un momento di scoramento generale - chiarisce Ciacci -, dove i cittadini si sentono abbandonati da una politica fatta di 'camere e poltrone', penso che valga la pena di contribuire mettendoci la faccia e credendoci ancora».

E anche Maurizio Gubbiotti, espressione di Legambiente e candidato nella testa di lista dei 'Verdi per Bonino', insieme ad Angelo Bonelli, aggiunge: «Ricordiamo che le liste verdi nascono nel 1986 proprio con le associazioni ambientaliste a fare da garanti. Ho trovato quindi interessante l'invito rivoltomi dai Verdi per la candidatura, proprio ora che il bisogno di giocare la scommessa di porre al centro delle politiche di Governo quelle ambientali, risulta molto forte, e ci sono anche le condizioni dopo l'ultimo congresso di recuperare le aspirazioni originarie guardando anche al mondo e all'Europa, dove i Verdi sono capaci di esprimere molto di più».

Gubbiotti poi aggiunge: «è evidente che Legambiente è un'associazione ambientalista molto diffusa sul territorio e non legata ad alcun partito specifico, ma vivo con coinvolgimento la mia candidatura così come, da esponente di un'associazione ambientalista, non posso che salutare con favore una ripresa dei Verdi nella nostra Regione e nel nostro Paese». I Verdi chiamano e gli ambientalisti rispondono, dunque.

Dunque una campagna elettorale difficile, molto particolare per le tante polemiche conosciute da tutti. Ma anche entusiasmante ad ascoltare i racconti dei candidati di queste settimane. Giorni in cui molte energie si sono sprigionate nel territorio con l'obiettivo di rilanciare la presenza ambientalista nella Regione. Ai due candidati, vogliamo porre un'ultima domanda che sorge spontanea: come possiamo immaginare la Regione Lazio del 2015, grazie anche al contributo e all'impegno profuso dal mondo ambientalista?

Maurizio Gubbiotti è chiaro: «La immagino segnata davvero da elementi di novità con un netto miglioramento della qualità della vita delle persone, con un bilancio che finalmente dedichi almeno 200 milioni di euro ai trasporti (l'1% del bilancio) e con un impegno profuso sul risparmio efficienza e rinnovabili, privilegiando solare termico, che avrà reso questa regione all'avanguardia come si merita, e che quando si costruirà un nuovo polo energetico alternativo come quello di Montalto di Castro, la carpenteria non sarà per la totalità tedesca come oggi ma sarà italiana, e avremo così saputo rispondere anche alla crisi delle aziende di Colleferro che oggi stanno chiudendo».

E Laura Ciacci, che da molti anni lavora nella più grande associazione di tutela ambientale, aggiunge in estrema sintesi: «Con il programma dei Verdi realizzato! Questa è senza dubbio la migliore prospettiva che ci possiamo dare..».

 

di Manuela Caserta

 

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