| Pomos La Mobilità è Sostenibile |
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| Mercoledì 10 Marzo 2010 18:45 |
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Il Polo per la Mobilità Sostenibile è un centro di sperimentazione tecnologica presente nella regione Lazio, punto d'eccellenza nell'ambito della ricerca fortemente voluto dai Verdi alla Regione Lazio nel 2007 e da alcuni centri di eccellenza tecnologica. Le sue attività di ricerca servono a fornire un'azione di sostegno alle imprese che operano nell'ambito della mobilità sostenibile,e che in particolare mirano alla creazione di macchine e motori a propulsione ibrida, termoelettrica, o totalmente elettrica.
Il Prof. Massimo Frattale Mascioli docente di Elettrotecnica e teoria dei circuiti presso la facoltà di Ingegneria dell'Università La Sapienza di Roma, e responsabile scientifico del POMOS ci spiega cos'è. D. Perché nasce il Pomos? R. Vorrei rispondere in modo più emozionale che ragionato. Non credo nel caso ma non credo neppure nella pretesa di poter predeterminare gli eventi senza lasciare il giusto spazio alla scommessa e al guizzo creativo. Il Pomos nasce dalla storia di un gruppo di professori e ricercatori della "Sapienza" che sentivano l'esigenza di trovare spazi nuovi, di fare i "pionieri". Grazie all'iniziativa e all'appoggio del comune di Cisterna di Latina, abbiamo potuto anche disporre di spazi importanti e un po' di risorse economiche per avviare nuovi laboratori. Quando per una serie di eventi anche abbastanza rocamboleschi, mi sono ritrovato a partecipare ai primi incontri con la Regione, più esattamente con lo staff tecnico dell'Assessorato all'Ambiente, facendomi portavoce del gruppo di pionieri di cui sopra,devo confessare che ho buttato là le mie idee con l'incoscienza e la purezza di chi non ha nulla da perdere e non ha obiettivi "occulti".Mi sono accostato ai primi incontri con i mille pregiudizi di chi non è avvezzo a frequentare i tavoli della politica ma mi sono presto ricreduto, ho trovato negli interlocutori dell'assessorato (in primis Claudia Bettiol e Francesco Alemanni) uno spirito di collaborazione molto valido, tant'è che si è instaurato una specie di "gioco al rialzo" nel pensare all'iniziativa da far nascere. D. Il Pomos nasce sotto forma di CLUSTERS di circa 40 imprese regionali e nazionali che hanno aderito a questo progetto di ricerca. Un'eccezione per il sistema italiano, cosa ne pensa di questa sinergia tra imprese, ricerca e istituzioni, quale è stato il percorso seguito per arrivare a tutto questo? R. Ho avuto fortuna e intuito nel capire fin dai primi incontri che ci si chiedeva di uscire un po' dallo stereotipo del professore universitario. Noi siamo abituati a pensare che uno dei principali obiettivi della nostra attività sia quello di accumulare titoli nel nostro curriculum, e pubblicazioni scientifiche, insomma, pecchiamo un po' di autoreferenzialità. Ho capito subito che qui bisognava tirar fuori anche altri "indicatori di qualità", che si stava giocando in un campo più aperto e che limitarsi a sciorinare il proprio curriculum, sarebbe stato irrisorio perché lo si dava già per scontato fin dall'inizio. Così mi sono avvalso dell'esperienza di sette anni trascorsi in azienda, fin da subito ho cercato adesioni all'iniziativa da parte delle imprese, soprattutto PMI, appellandomi alle amicizie personali e alla rete di relazioni degli altri colleghi coinvolti. La risposta è stata veloce e numericamente importante. In poco tempo abbiamo raccolto decine di adesioni all'iniziativa dal mondo delle imprese e da altri centri di ricerca. Questo risultato è stato decisivo per la nascita di Pomos e si è immediatamente impresso nel suo patrimonio genetico. Non saprei dire se siamo un'eccezione nel sistema italiano, spererei proprio di no. Insomma, Pomos non è nato "dall'alto", pianificandolo a tavolino,ma "dal basso", raccogliendo diverse esigenze poi dandogli la giusta collocazione "nel sistema". Adesso è difficile pensare a noi stessi senza tener contemporaneamente in conto le nostre varie anime: quella istituzionale, quella delle imprese (alcune delle quali "vivono" ormai nella nostra sede) e quella della ricerca e della formazione. Più che di sinergia parlerei di un piatto unico con vari ingredienti. Siamo fatti così. D. Avete partecipato insieme a tali imprese a bandi di ricerca UE e industria 2015? R. Recentemente stiamo raccogliendo i primi frutti del nostro lavoro: due nostre proposte nei POR regionali (frontiera tecnologica) sono ai primi posti della valutazione, un progetto europeo del 7° P.Q. ci è già stato finanziato e altri due sono in ballo, siamo coinvolti in un progetto di Industria 2015 già finanziato, mentre un altro nella voce Made in Italy ha superato molto bene la prima valutazione e siamo in attesa dell'esito finale. In quest'ultimo caso siamo riusciti a coordinare ben ventiquattro interlocutori aziendali. La cosa bella è che ci hanno fatto chiaramente intendere che, finanziamento o no, loro vorrebbero comunque portare avanti il progetto insieme a noi. Complessivamente, comunque, siamo riusciti a coinvolgere nei bandi gran parte dei nostri partner ed altri si sono aggiunti proprio in queste occasioni. Attualmente, abbiamo attivi una sessantina di accordi quadro con Pmi, consorzi e anche alcune grandi imprese. D. Qual è la visione futura del Pomos per il breve e medio periodo, quale progetto state portando avanti? R. Questa volta rispondo facendo un'iniziale riferimento agli aspetti formali. Il Pomos nasce con una convenzione triennale di 2,5 milioni di euro che è attiva da febbraio 2008. In qualità di responsabile scientifico, la mia attività principale deve essere in questa fase quella di strutturare laboratori e uffici, e di costituire una squadra credibile e autorevole di ricercatori. Nonostante diversi ritardi nella disponibilità dei fondi, direi che siamo abbastanza allineati con il programma. Ad oggi abbiamo diversi laboratori attrezzati ed una ventina di giovani ricercatori. Stiamo inoltre delineando una seconda convenzione per il biennio 2011-2012 con uno stanziamento di 2 milioni di euro, e che avrà come obiettivo principale quello del trasferimento tecnologico alle PMI con azioni più strutturate. La nostra visione della mobilità sostenibile è prevalentemente tecnica, da ingegneri, non potrebbe essere altrimenti. Pertanto i nostri progetti vanno nella direzione dei sistemi di trazione ad alta efficienza e delle infrastrutture per la mobilità sostenibile. Il Pomos era appena nato, ma i ricercatori che sono confluiti in esso, operavano da anni in questo campo. Il professor Leone Martellucci per esempio, ha schierato i suoi prototipi di supercar ibride già realizzate e opportunamente aggiornate. E ad esse si è aggiunta la nuova nata, la Bizzarrini P538H, che abbiamo esposto recentemente ad una importante esposizione internazionale a Tokyo. Sono tanti i progetti già nati o in procinto di essere attivati. Progetti che non sono mai autorefenziali, ma concepiti e condotti insieme ai nostri partner. D. Parliamo del progetto Ventotene - Isola ad emissioni zero 2. R. Si può dire che il progetto Ventotene assume per noi una valenza simbolica, per la possibilità di sperimentare sulla piccola isola un sistema completo di mobilità sostenibile costituito da una flottiglia di veicoli elettrici, alcuni prototipali, e di una infrastruttura di ricarica e di un sistema telematico di controllo della flotta e di monitoraggio dei dati. Tutto questo, integrandoci con la fase 1 del progetto che prevedeva la realizzazione di sistemi fotovoltaici di generazione elettrica. La sperimentazione è in corso e si concluderà, per quanto ci riguarda, al termine della prossima estate. Poi resteranno sull'isola delle strutture permanenti che entreranno in normale esercizio. Dal punto di vista "filosofico", ci siamo mossi con il massimo rispetto del territorio, molto delicato, preferendo ascoltare le richieste provenienti da esso piuttosto che cercare di imporre le nostre scelte anche quando a noi apparivano ragionevoli. Abbiamo imparato moltissimo e Ventotene è diventato per noi una sorta di format replicabile. Di fatto, stiamo già avviando un processo analogo che interesserà il comune di Cisterna di Latina .Insomma, si è aperto per noi un capitolo strategico che può darci delle vere soddisfazioni. Ameno lo spero e lavorerò per questo.
di Manuela Caserta |




