| Allarme per Capocotta |
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| Mercoledì 03 Marzo 2010 13:20 |
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Ormai è allarme aperto per il litorale di Capocotta. Quello che si temeva è diventato realtà. Decine di metri di dune mangiati e portati via dal mare. Comitati ed associazioni ambientaliste denunciavano da tempo questo rischio, ma non sono state ascoltate. Quello che però non si poteva pronosticare è la rapidità col quale è avvenuto il fenomeno, che ora si teme, potrebbe mettere a rischio una fascia ancora maggiore del litorale laziale.
Sono bastate le mareggiate di pochi giorni di maltempo a far scomparire circa 50 metri di costa; dune e vegetazione sparite e altre decine di metri di spiaggia a rischio. Adesso il Wwf chiede uno stop totale delle attività su tutta l'area: "La spiaggia di Capocotta – spiega Vanessa Ranieri, presidente WWF Lazio – con le sue dune è area a protezione integrale della Riserva Naturale Statale Litorale Romano, insieme alla spiaggia comunale di Castel Porziano è inoltre Sito di Interesse Comunitario (SIC) e Zona a Protezione Speciale (ZPS)". Secondo Ranieri, quella di Capocotta "è un'emergenza naturalistica da preservare e gestire con la massima cura e attenzione". Com'è potuto accadere? Secondo le associazioni che da anni monitorano il territorio la risposta è semplice: anni di abusi, di vegetazione sacrificata per far posto a chioschi e lettini, ed ecco che il naturale equilibrio della zona è stato compromesso. Probabilmente quello che è accaduto in pochi giorni, si pensava potesse accadere nel corso di diversi anni, ma è andata peggio. Cittadini della zona avevano segnalato la presenza di trattori per arare le dune, l'asportazione della vegetazione pre-dunale, che trattiene una parte della spiaggia, operazioni per livellare il terreno per ottenere più spazio utilizzabile dai gestori degli stabilimenti. C'è chi si chiede come sia potuto accadere tutto questo a pochi metri dalla tenuta di Castelporziano (residenza del Presidente della Repubblica). Adesso però l'urgenza è intervenire con un piano di salvaguardia per mettere in sicurezza l'habitat della zona e le dune gravemente compromesse, cercando di contrastare l'avanzata del mare prima che sia troppo tardi. Per il WWF dunque, è necessario chiudere l'area e valutare l'eventuale rinnovo delle convenzioni per la gestione, "Occorre consentire ai processi naturali la ricostituzione delle dune e dell'arenile. Un'azione di questo tipo deve essere adottata a causa degli abusi e per l'assenza di controlli ed adeguati interventi che hanno reso l'utilizzo della spiaggia non sostenibile" dicono dal WWF. "E' una scelta difficile – precisa Rolando Gili, presidente del WWF Litorale Romano – ma non adottarla significa condannare Capocotta, le sue dune, la splendida macchia mediterranea, e tra non molto, essere costretti a difendere dalle onde la sede stradale". Nei prossimi giorni il WWF presenterà una richiesta al sindaco Alemanno, per "ricordare che il Comune di Roma – Ente gestore della Riserva – non ha un piano di gestione per questa importante area, come invece prevede la normativa".
di Giulio Finotti |




