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Una No Tax Area Verde nel Lazio PDF Stampa E-mail
Mercoledì 03 Marzo 2010 12:36
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L'idea della No Green Tax Area nasce dall'opportunità che la Green Economy oggi offre al tessuto produttivo laziale per uscire dalla crisi. La volontà politica nasce dal presupposto di voler sostenere le aziende, soprattutto le PMI, più virtuose, che hanno investito o stanno investendo nei settori "verdi" o per adeguarsi alle certificazioni ambientali e alle nuove normative europee in tema di sostenibilità.

 

Le aziende oggi sono non solo tartassate dalla crisi oggettiva del periodo, ma anche dalla Direttiva Basilea II in tema di accesso al credito.

I settori del biologico, dell'ingegneria ambientale, dell'innovazione tecnologica, delle rinnovabili, della prevenzione dei rischi idrogeologici, della mobilità sostenibile, delle medicine naturali rappresentano una via certa per rilanciare l'imprenditoria giovanile e l'occupazione.

I Verdi del Lazio, insieme al candidato Presidente Emma Bonino, propongono nel loro programma alcuni provvedimenti a favore delle PMI che investono quindi nella Green Economy, attraverso l'istituzione di una no green tax area.

Pensiamo quindi sia ad una abolizione o riduzione dell'IRAP per le imprese che investono in innovazione o in efficienza energetica oppure anche a possibili no tax aree sul reddito.

Inoltre la Regione Lazio potrebbe interagire con i comuni, per concordare, sempre nei confronti delle aziende "virtuose" (ossia per quelle che si impegnano a ridurre le emissioni in atmosfera, i rifiuti, i consumi etc) uno sconto percentuale sull'addizionale comunale. L'idea è a nostro avviso assolutamente percorribile, in quanto la diminuzione di introito generata dal calo di tasse versate all'Erario (e per Erario intendiamo il fisco in genere sia regionale, comunale che nazionale) verrebbe compensata sia dall'aumentare degli investimenti (quindi denaro che circola, mercato attivo) sia, dal punto di vista strettamente economicistico, ossia dal rapporto positivo tra beneficio economico in calo e beneficio sociale in aumento, basti pensare a come una qualità di vita migliore farebbe risparmiare soldi alla sanità e quindi allo stato assistenzialista.

Il settore delle Rinnovabili rappresenta già oggi nella nostra regione un volano di sviluppo per l'economia del Lazio, ma al fine di dare certezza agli investimenti e non allontanare gli investitori esteri, occorre semplificare le procedure autorizzative e ridurre i tempi di rilascio dell'autorizzazione unica, attraverso anche la costituzione dei Distretti delle rinnovabili in accordo con le società che gestiscono la rete, in modo da pianificare l'inserimento delle energie pulite in modo organico ed efficiente. Presso la Regione Lazio negli ultimi tre anni sono stati presentati all'area VIA progetti legati alle rinnovabili per circa 1 GW. Ad oggi risultano allacciati alla rete 72 MW di FV e 9 MW di eolico, mentre gli autorizzati 460 per il FV e 69 per l'eolico.

Necessita poi ripensare, riprogrammare e "spendere" i fondi POR e attivare Fondi di rotazione a sostegno delle imprese che intendono inserirsi nell'economia verde.

Rispetto alle tematiche legate al rispetto del Protocollo di Kyoto occorre prepararsi al Burden Sharing (ossia all'assegnazione degli obiettivi regionali di riduzione delle emissioni) e dar esecuzione a livello regionale all'Inventario delle emissioni e al Registro Volontario delle Emissioni, al fine di contabilizzare a livello regionale le emissioni ed i risparmi e dar vita alle negoziazioni dei VERS (Crediti volontari per Kyoto).

Sul modello svedese la Regione si potrebbe attivare un sostegno alle Partite IVA soggette al trattamento differenziato rimborsando a fine anno, ai "giovani" professionisti, l'eventuale sbilancio IVA.

Per avviare questi processi occorrono politici e dirigenti con una visione moderna, perché solo i coraggiosi e i visionari avranno un ruolo nella prossima New Economy.

 

di Francesco Alemanni

Responsabile Nazionale Organizzazione Verdi

 

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