| Meno auto,piu mezzi pubblici |
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| Mercoledì 17 Febbraio 2010 18:38 |
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di Maurizio Gubbiotti. Venti persone al giorno in Italia muoiono per cause e malattie connesse allo smog. Un terzo dei nostri bambini soffrono di malattie respiratorie nei primi due anni di vita è sempre il mondo medico ci dice che il loro ritardato apprendimento della parola si deve all'eccessiva esposizione al rumore. Una vera e propria emergenza che vede il Lazio come una delle Regioni più colpite, e alla quale necessita rispondere con politiche efficaci di limitazione del traffico veicolare privato e con un piano straordinario di trasporto pubblico e mobilità sostenibile. Se nel 1994 i minuti impiegati per gli stessi spostamenti erano 45, oggi gli italiani trascorrono regolarmente nelle loro vetture due settimane all'anno con una mobilità nell'insieme peggiorata, sotto il peso di un parco macchine che non ha pari in Europa. Nel 2009 in Italia circolavano 600 autovetture ogni 1.000 abitanti, un numero di automobili inferiore solo agli Stati uniti (760), Malesia (640) e Australia (610), mentre la media europea dei 27 paesi dell'Unione è ferma a 463. Isole pedonali praticamente immutate da un anno all'altro (0,35 mq per abitante), zone a traffico limitato sempre più piccole (da 2,38 mq per abitante del 2008 ai 2,08 attuali) e persone che se non costrette risultano poco inclini all'uso di autobus, tram e metropolitana, che scelgono solamente per un viaggio e mezzo a settimana. Per dare un futuro migliore ai cittadini della Capitale e della Regione sarebbe sufficiente riconvertire anche solo una parte degli investimenti destinati al secondo GRA e per la lotta ai cambiamenti climatici e allo smog esiste una proposta concreta elaborata dalla nostra associazione per cambiare il volto di Roma e della nostra Regione, che rappresenterebbe inoltre l'apertura di un grande cantiere di occupazione verde. A Roma un giorno su tre l'aria è fuorilegge per le micidiali polveri sottili che contiene, con 82 occasioni di superamento dei limiti di legge dall'inizio del nuovo anno contro i 74 dello stesso periodo del 2009, quindi con un incremento del 10% nel 2010, e la risposta all'emergenza non può venire come già detto, da un secondo anello GRA o dalla pedemontana a sud che attrarrebbero solo altro traffico e distruggerebbero centinaia di ettari di parchi ed agro romano. Agli imprenditori romani che stanno lavorando a quell'idea proponiamo di riconvertire metà di quell'investimento, stimato in ben 6 miliardi di Euro dall'Anas, in un grande piano straordinario per il trasporto e la mobilità sostenibile nella Capitale con un partenariato pubblico privato. La proposta prevede, solo per fare qualche esempio, i prolungamenti della Metro A da Battistini a Casal Selce e da Anagnina a Romanina, quello della Metro B1 da piazzale Jonio al GRA, la chiusura dell'anello ferroviario, poi nuovi treni per i pendolari, 20 nuove linee tramviarie e 5 nuove linee filobus con 1.000 chilometri di corsie preferenziali protette, car sharing e bike sharing. di Maurizio Gubbiotti Coordinatore Segreteria Nazionale Legambiente |




