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Terra Lazio
La base c’è, ora spazio alle idee PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Novembre 2011 14:58
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Politica - Dopo il grande successo delle primarie, il 26 e 27 novembre a Roma l’Assemblea costituente di Ecologisti e Reti Civiche
 

 - Per la prima volta in Italia una nuova aggregazione politica ha voluto procedere alla scelta del simbolo consultando direttamente i cittadini e il Lazio, anche questa volta, è voluto essere protagonista. Le “primarie del simbolo” che si sono tenute sabato e domenica scorsi, infatti, sono state uno straordinario momento di partecipazione e democrazia diretta che apre una nuova fase nel panorama politico italiano introducendo un elemento delle novità importanti.

Mentre in altre formazioni si fanno “laboratori alchemici” pesando le proposte in base a correnti e potentati, tentando di mascherare il tutto con la questione generazionale, mi riferisco alle 100 idee di Renzi uscite dalla Leopolda, nelle quali ambiente, clima e rinnovabili sono solo comprimari, gli ecologisti partono dal basso anche sul simbolo. E il riscontro è stato importante. Oltre 600 volontari hanno dato vita a 200 banchetti in tutta Italia, con un’affluenza di circa 20mila votanti: una vera festa per l’ecologismo e per la società civile. Il tutto con una spesa di 500 euro in tutta Italia: uno schiaffo a chi afferma che i costi della politica in Italia sono “giustificati”. E l’iniziativa è stata percepita come una novità anche dai media che l’hanno ampiamente ripresa. Servizi e articoli, infatti sono usciti su TG1, TG3, LA7, RaiNews24 oltre a Repubblica.it, Corriere della Sera e Fatto Quotidiano.it e naturalmente su Terra che ne ha dato un’ampia e dettagliata copertura andando oltre la cronaca e ospitando con attenzione il dibattito sul percorso della Costituente Ecologista.

 
ECOLOGISTI E CIVICI, ORA SI PARTE PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Ottobre 2011 18:01
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POLITICA. Verdi, Abbiamo un sogno, reti civiche, Costituente ecologista e sindaci della buona amministrazione: sì al processo federativo.

 -  Si parte! Dopo annunci, presentazione di documenti, alcuni comprensibili ritardi, tante aspettative, finalmente si da concretamente il via alla nascita di un nuovo soggetto politico ambientalista in Italia. I Verdi, insieme ai firmatari/sognatori dell’appello “Abbiamo un sogno”, alla Costituente Ecologista, ai Sindaci della buona amministrazione e ad alcune reti civiche, daranno il via al processo federativo degli Ecologisti e Civici. Già nel 2008 con l’esperienza di “Sinistra Arcobaleno”, poi maturata in Sinistra e Libertà, si tentò di ingabbiare i verdi una formazione di sinistra anche ambientalista: non a caso si arrivò alla denominazione “Sinistra Ecologia e Libertà”. Ma non ha funzionato, sia perché molti potenziali aderenti ad una formazione politica ambientalista non si riconoscono in Sel, sia perché la leadership personalistica di Vendola non ha dimostrato di considerare, proprio a partire dalla Puglia, l’ecologia come priorità per un nuovo modello di sviluppo. Il percorso costituente degli Ecologisti e Civici è invece tutto tranne che personalistico: il 29 e il 30 ottobre si terranno in tutt’Italia le primarie del simbolo e del nome del nuovo soggetto politico.

 
Una giornata da dimenticare PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Ottobre 2011 17:33
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Quale futuro per il movimento che, Roma a parte, ha sfilato pacificamente in 900 città del globo

- L'indignazione di centinaia di migliaia di persone, che pacificamente volevano partecipare a un evento di portata internazionale, ha lasciato posto all’indignazione per la violenza di poche centinaia di pazzi scalmanati. Che hanno rovinato la giornata a milioni di italiani e alla città di Roma che ha ospitato il corteo. Avremmo voluto raccontarvi dei carri allegorici, dei cartelloni e degli striscioni ironici che criticano la politica, i centri di potere, le banche. Degli studenti, dei migranti e dei cittadini stranieri che marciavano assieme. Del movimento No Tav che contesta il tunnel in Val di Susa con determinazione ma senza violenza.

 
«C’è un futuro, dopo Alemanno» PDF Stampa E-mail
Venerdì 14 Ottobre 2011 16:58
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INTERVISTA. A colloquio con il presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio: dalla sicurezza al trasporto pubblico, Roma devastata.

 -  Il primo cittadino di Roma non sopporta la manovra, le iniziative isolate delle correnti del Pdl romano minacciano la stabilità dello stesso e nel frattempo la sicurezza della capitale è messa a repentaglio dalla guerra fra bande. Ne abbiamo parlato con Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio.

 
Gianni Alemanno ha protestato, con l’Anci, contro i tagli della manovra che colpirà gli enti locali (Roma Capitale “risparmierà” circa 450 milioni di euro). In che chiave va letto il fatto che il sindaco di Roma, in quota Pdl, manifesti contro una proposta del suo stesso partito?
Le lacrime di coccodrillo del sindaco Alemanno purtroppo non cambieranno la ricaduta che questa manovra avrà sui cittadini romani. Non volevamo essere Cassandra all’epoca ma avevamo visto giusto: le manovre di quest’inverno e di quest’estate non erano che il preludio a quello che è stato poi il taglio finale. L’attenzione post-elettorale che questo governo vantava di avere nei confronti di Roma Capitale è venuta meno. La verità è venuta a galla e Roma è alla stregua di tutti i comuni: la ricaduta sulla città sarà preoccupante prima di tutto perché a farne le spese saranno le fasce deboli e quindi le politiche del welfare, di integrazione e di solidarietà sociale. A tutto questo va a sommarsi la defezione di servizi come il trasporto pubblico, l’assistenza agli anziani e le mense scolastiche.
 
Guerra fra bande, regolamenti di conti, sicurezza zero nonostante la giunta comunale si fosse beata nei manifesti affissi per tutta Roma: “Diecimila lampioni in periferia: Più luce più sicurezza”, cosa ne pensano gli ecologisti?
È singolare come una delle più grandi sconfitte della politica di Alemanno sia stato proprio il suo cavallo di battaglia alle scorse amministrative: la sicurezza. A parte i colpi di propaganda: le migliaia di manifesti abusivi, le tante correnti del Pdl romano, come il Popolo di Roma, la Destra sociale, che tentano di confutare la realtà con piccole iniziative a macchia di leopardo non coordinate riguardo la sicurezza, come appunto il fatto che in una città complessa come Roma mettere la luce in una manciata di strade di periferia possa veramente contribuire alla sicurezza. Non è così, le politiche che riguardano la sicurezza a Roma sono un sistema complesso che fonda le sue radici dalle politiche del Welfare, dell’istruzione, culturali, della manutenzione, cioè delle strutture pubbliche e degli spazi verdi. Bisogna dare una risposta in termini di accoglienza, comprensione, ascolto che questa città ha perso nel corso degli anni.
 
Quello che lei ha detto ci porta naturalmente ai fatti che sono successi a San Basilio in questi giorni: droga nei peluche, la gente che manifesta in strada per dire “noi non abbiamo paura”.
Sì anche perché la sicurezza a Roma è fatta di tante piccole cose e di certo non vuol dire mettere un milione di poliziotti in giro per le strade. Assolutamente no. In realtà non è un gendarme per ogni abitante che fa la differenza, al contrario la fanno gli spazi sociali, le strutture aggregative, i parchi tenuti in maniera degna, le cooperative giovanili che in periferia mancano completamente.
 
Le proposte degli ecologisti per la “nuova Roma”?
La nuova Roma è capace di voltare pagina, di effettuare un cambio di passo verso obiettivi rivolti al rilancio sociale pronta a chiedere a chi in questa società possiede molto di mettere a disposizione, con un sistema mirato anche con tassazioni locali, risorse che la città deve re-investire nell’interesse collettivo. Deve avere di nuovo la capacità di erogare servizi mirati nel settore dell’assistenza ai disabili, agli anziani e soprattutto nella formazione culturale perché solo attraverso la formazione giovanile si creerà una società matura in grado di autovaccinarsi nei confronti di un sistema “malato”.

Marco Piccinelli 

 
SE SI VINCE, LO SI FA ASSIEME PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Ottobre 2011 14:57
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I prossimi mesi saranno cruciali per la questione rifiuti nel Lazio. Le scelte che saranno prese, infatti, segneranno le sorti della nostra Regione per anni. Siamo a un bivio. Possiamo imboccare la strada dell’inquinamento e degli attentati alla salute, fatti di discariche, inceri tori e mala gestione monopolistica dei rifiuti oppure percorrere la via delle quattro R, Riduzione, Raccolta differenziata porta a porta, Riciclo, Riuso, alle quali dobbiamo aggiungere la C di compostaggio, assicurando così un futuro migliore a noi e alle generazioni future.
 


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